About me

Mamma, blogger impegnata nell’attività di lettura e scrittura di favole, poesie, racconti brevi e recensioni.

Scrivo per il piacere di raccontarmi e di raccontare la realtà di tutti giorni dalla quale traggo spunto per tutti i miei componimenti.

Collaboro come recensionista in gruppi fb di scrittrici e blog al femminile.

Ho pubblicato alcuni dei miei lavori a seguito di Concorsi Letterari.

Amante della pedagogia e della didattica seguo con passione la crescita di mia figlia accompagnandola nelle varie fasi di sviluppo e condividendo con lei tutte le mie passioni cercando di offrirle spunti divertenti e costruttivi.

E’ Natale

Fredde stanze

di inermi oggetti colme

raccontano il passato!

Puoi animarle con il caldo respiro

delle tue ore liete e tristi!

Inermi oggetti

sono e saranno senza

la casa che è dentro di te!

 

 

“Il tempo delle lucciole” di Francesca Gnemmi

gnemmilibro

Oggi vi parlerò di un romanzo storico dal titolo “Il tempo delle lucciole” di Francesca Gnemmi, Silele Edizioni.
Siamo lungo le rive del fiume Po dopo la prima guerra mondiale ed il destino di due famiglie, gli Alfieri ed i Montali si incrocia per non separarsi mai più.
I Montali sono uniti, vivono in perfetta armonia aiutandosi reciprocamente e non hanno timore di mostrare anche i propri limiti e difetti.
A casa Alfieri invece la morte prematura ed inaspettata della madre ha reso il padre ed i due figli maschi, Giulio e Paolo, poco avvezzi ad esibire i propri sentimenti “imprigionandoli in una sorta di ragnatela” nella quale si è incapaci di confidarsi.
Giulio è apparentemente forte e deciso, simpatico ed a tratti sfrontato capace di conquistare qualunque ragazza ma una certa irrequietezza si cela nel suo profondo, una forza trascinante che lo indurrà nel proseguo a comportamenti e scelte tali da condizionare anche gli altrui destini.
Paolo invece è mite e riservato arrendevole per certi versi ma nasconde un tesoro di persona.
Le tre figlie dei Montali Bianca, Anna e Bella sono anche loro molto differenti per indole e carattere e Anna forse è la più vispa ed irrequieta ma attenta nel “leggere tra le righe” di alcuni atteggiamenti del suo futuro cognato.
Il destino, vuole che Giulio si innamori di Bianca e lei timida e riservata mai avrebbe potuto dire no, si sposano e dal loro amore nasce Emma una sveglia ed intelligente bambina che per i primi anni trascorre molto tempo a contatto con la famiglia di origine della madre alla quale Giulio le affida dopo la sua partenza per la guerra.
I nonni sono per lei fonte di amore e sostegno quotidiano ma anche e sopratutto esempio da seguire che le tornerà utile nella sua vita futura.
Giulio, commerciante di frutta e verdura, sente il richiamo del patriottismo e si arruola ed al suo rientro trova Emma, pronta ad attenderlo, che lo conquista con il suo sguardo innocente.
Non passeranno però molti anni fino al momento in cui il loro essere simili ed opposti, inizierà a creare scontri ed incomprensioni al punto da lanciarsi “occhiate infuocate quando uno dei due non accettava di piegarsi al volere dell’altro”.
Giulio decide, dopo la guerra, di rimettersi in commercio coinvolgendo anche sua moglie Bianca che non ha mai lavorato fuori casa e quindi è un po’ restia, ma lo farà perché la partenza della figlia per un collegio prestigioso le lascia molto tempo a disposizione.
Dimostrerà nel corso degli anni non solo di essere molto brava nell’attività di famiglia ma anche capace di intrattenere tanti rapporti sociali e di farsi benvolere da tutti coloro che la conosceranno.
Emma nel frattempo in collegio lontano da casa soffre ma fa esperienze e cresce, trascorre interminabili ore lontana dai nonni e dalla sua cara amica di infanzia Gloria con i quali intrattiene numerose corrispondenze epistolari che l’autrice Francesca Gnemmi ha sapientemente saputo inserire nel romanzo, costellandolo di tratti di poesia e passione.
Scelta sapiente dicevo perché grazie alle conversazioni ragazzina, quasi pensieri a voce a alta, emergono in modo esponenziale due aspetti centrali dell’opera, l’esplosione di sentimenti offerti al lettore ma anche un’immagine nitida e puntuale della Natura che peraltro fin dalle primissime righe è presente e viva, è protagonista.
La Natura compagna di vita che insegna assistendo, silenziosa ma eloquente, allo svolgersi delle vicende dei personaggi, Natura che accoglie e consola, Natura artefice di ritmi calmi che proteggono l’uomo anche del peggiore dei mali che lui stesso ha saputo creare, l’orribile Guerra.
Il romanzo arriverà ad un punto di svolta quando la famiglia di Emma, suo padre e sua madre, oramai da tempo lontani dai luoghi di origine per inseguire gli ambiziosi sogni di miglioramento di Giulio, che appaiono finalmente per ciò che in realtà sono, megalomanie autodistruttive, va in rovina per scelte sbagliate.
Lui compie il famigerato “passo più lungo della gamba” mettendo così a repentaglio se stesso, il benessere di sua moglie Bianca, colpevole solo di essersi sacrificata nel seguire un marito troppo sicuro di sé ed il benessere di Emma solo sedicenne, ma quasi donna perché attenta ed accorta nel vedere suo padre sotto una luce nuova in grado di svelarne le reali debolezze….
Il romanzo splendido di Francesca Gnemmi è uno scritto che appassiona e coinvolge perché non è la “semplice” storia con i suoi eventi ad essere protagonista, ma bensì, ad esserlo sono le vicende di due famiglie i cui componenti hanno un ruolo istruttivo per il lettore che immedesimandosi nei loro sentimenti assaporerà esperienza vere, di vita d’altri tempi ricca di preziosi ammonimenti da riscoprire in un epoca come la nostra i cui la confusione regna sovrana.
Un sincero grazie a Francesca Gnemmi ed un ringraziamento alla Silele Edizioni per aver saputo scorgere in lei un talento raro in un opera prima che ha tutte le caratteristiche per divenire un best sellers.

Donna (in occasione del 25 novembre 2015 giornata mondiale contro la violenza sulle donne)

Una lacrima scende sul tuo viso
per uno schiaffo vile all’improvviso,
un nodo ti stringe gola e cuore
mentre guardi il tuo persecutore.
Cosa mai avrai compiuto
per meritare ciò alla tua persona.
che, fragile, al dolore si abbandona.
E’ un attacco alla tua dignità
che, stanne certa, per sempre,
soffrirà.
Ne seguiranno altri ed altri ancora
se non ti ribelli all’umiliazione
urlando ora basta all’aggressione.
Lui vile, insicuro, parassita
presto vorrà attentare alla tua vita
e in te linfa cercare
celando una ferocia
che , inattesa, potrà arrivare.
RICORDA
nessun TUO gesto può giustificare
prepotenza alla quale
doversi immolare!
Alzati donna e urla il tuo dolore
pretendi rispetto  come creatura
L’AMORE NON E’MAI PUNIZIONE
di chi si arroga il diritto
di imporre la frustrata sua ragione.

Dona a loro la pace

Violenza, tu che sgorghi silenziosa e potente

nelle viscere di chi, cieco, si lascia comandare.
Violenza, tu che spazzi pace ed amore
estirpando vite
che il caso crudele dinanzi a te
ha voluto immolare.
Violenza, tu che tutto incenerisci
con il tuo odio infuocato
il nulla imponendo
all’umanità che inerte ha assistito.
Violenza smetti di agire,
ascolta il nostro canto in preghiera,
e lasciaci di nuovo gioire,
Violenza ricorda che l’amore di te ha più vigore
e l’Uomo oggi Ti invoca di ragionare!!!!

Pagliaccio

Pagliaccio che ridi chi sei

per ignorare l’altrui dolore?

Chi sei per mostrare tanto stupore

dinanzi all’impotenza

che si consuma nel nostro cuore….

Pagliaccio che ridi non puoi

allontanare la sofferenza,

lei è li che guarda con insistenza!

Pagliaccio che ridi,

la tua inerte colpa è la stessa

di uno tsunami nella sua folle corsa.

Lo so la tua risata è una difesa

di chi tante volte ha già lottato

e che infine non è riuscito….

Pagliaccio che ridi,

ora ho capito

la tua non è una risata vuota

ma la triste e dolorosa attesa di chi

ha oramai raggiunto la sua resa!!!

Novecento-recensione di Liliana Sghettini

novecento

“In culo il regolamento” frase brevissima ma quantomai efficace pronunciata da Danny Boodmann T.D. Lemmon Novecento alla richiesta del capitano della nave che gli intima di scendere dal pianoforte, dove era seduto con i piedi penzoloni, nonché dal Virginian dove secondo il regolamento sarebbe un clandestino.
Novecento, il protagonista dell’omonimo libro di Alessandro Baricco, si rifiuta di abbandonare quella nave, transatlantico in navigazione tra l’Inghilterra e gli Stati Uniti D’America, poiché lui li, ci è nato, è casa sua e non ha nessuna intenzione di obbedire ad un’insensata richiesta.
La colorita espressione pronunciata da questo personaggio riassume perfettamente a mio avviso i tratti di una storia originale e divertente che Alessandro Baricco ci regala sotto forma di monologo.
E’ Max, trombettista ingaggiato sul Virginian a raccontare ad un negoziante di strumenti musicali, la storia di Novecento, trovatello adottato da un macchinista di bordo che lo scova adagiato in una cassa di limoni sul pianoforte della sala da pranzo di prima classe.
Chissà quale passeggero abbandonando prematuramente il suo sogno americano avrà deciso di affidare al Fato il futuro del suo pargoletto?
Fatto stà che il macchinista decide di tenerlo con sé, non essendo ancora padre e di dargli un improbabile e lunghissimo nome, quasi premonitore del suo particolare avvenire.
Novecento trascorre su quella nave la sua infanzia e fin da piccolissimo impara a suonare il pianoforte diventando un musicista di rara abilità.
Il mare, la nave ed il pianoforte diventano la sua vita tant’è che mai scenderà dal Virginian.
La storia o leggenda, non lo sappiamo, appassiona e coinvolge svelando un musicista geniale che lascia parlare di sé fin sulla terra ferma pur non essendovi mai approdato.
Un giorno il nome di Novecento giunge alle orecchie del più famoso jazzista vivente al tempo che, incuriosito decide di salire a bordo per ascoltarlo ed addirittura sfidarlo in una competizione tra i tasti.
Sarà a questo punto che la storia prenderà il volo in un avvicendarsi di dialoghi d’effetto che trascinano il lettore in una atmosfera fumosa da piano bar, dove vecchi masticatori di tabacco assistono ad una competizione a colpi di creatività……
Che fine farà T.D. Novecento? Vincerà oppure sarà miseramente battuto dal suo antagonista?
Lo scoprirete leggendo le poche ma affascinanti pagine di “Novecento” di Alessandro Baricco, Edizione Universale Economica Feltrinelli.